Massimo Zaccheddu

Mi chiamo Massimo Zaccheddu,sono nato in quella frazione di Santhià storicamente denominata ‘Bosa Farinera’ un 22 dicembre di 54 anni fa, e qui ho vissuto. Prima con i miei amati genitori, Silvana e Lino e mio fratello Andrea sino a quando ho scelto responsabilmente di vivere da solo, senza mai abbandonare però la famiglia.
Da sempre ho nel cuore la ‘tradissiun’ e il mio più profondo sentimento è quello di poter contribuire per quanto mi sarà consentito e per quanto ne sarò all’altezza, a far ‘rinascere’ questa città che conosco nei suoi anfratti non solo architettonici ma di vita comunitaria.

Qui di seguito descriverò – come già fatto da Veronica Bono, Michela Zanella e Lorenzo Pisa, Anna Bertinetti e Paola Savio – i motivi per cui ho deciso di intraprendere questa avventura elettorale e vi parlerò un po’ di me. Lo farò in modo un po’ diverso, con metafore più o meno velate, perchè questo - lo avrete già appreso in tutti questi anni, cari concittadini - è il mio modo di esprimermi.

Header illustration Header illustration
Massimo Zaccheddu Foto Profilo Massimo Zaccheddu Foto Profilo

Perchè mi sono candidato

Sostanzialmente perchè Santhià ha molte ‘note’ felici da valorizzare (non per niente è città della Musica!) e insieme, con l’aiuto di tutti, ci impegneremo a sviluppare un progetto di ‘irrigazione’ di un terreno assai fertile che però ancora non ha potuto dar prova della qualità dei suoi frutti, eccellenti e secondi a nessuno.

E’ necessario ‘rivitalizzare’ questa pianta che appare un po’ appassita, attraverso una buona concimazione evitandone però gli eccessi: solo così si potrà godere di una ricchezza di raccolto mai avuto prima, perchè i cittadini sono quel frutto unico e prezioso che per crescere deve essere partecipe di un qualsiasi processo di cambiamento e di rinascita del proprio territorio.
La richiesta di Alessandro Caprioglio di far parte di una lista civica che si impegnerà in tal senso, mi ha convinto totalmente. Una lista che nel suo programma ha come punti fermi la valorizzazione delle tradizioni, il coinvolgimento attivo dei giovani, che si impegnerà a dar voce a chi vorrà sostenere un sogno e renderlo reale, e che consentirà ai cittadini di essere orgogliosi e fieri del luogo in cui vivono, rendendo partecipi del loro mondo anche realtà esterne che non ne conoscono ancora l’unicità e l’importanza.

I miei punti fermi

Sicuramente sono un attivo sostenitore del rispetto, del confronto, della condivisione.
Quando si condivide un pensiero, attraverso il dialogo nascono nuove idee, curiosità da esplorare come attraverso l’immagine di un tavolo imbandito che propone portate di sorrisi e dove la voglia di stare insieme cresce e si rafforza per compartecipare al gusto di un tempo che si propone assai allettante e delizioso poichè sicuramente porterà energia di gruppo e collaborazione .
Sono convinto che sia necessario parlare apertamente con quella sincerità che spesso dirada nebbie, il più delle volte inesistenti.

Il mio Curriculum, i miei hobby e le mie passioni

Posso dire di aver vissuto tutti i passaggi di una esistenza felice, figlio di una terra che mi ha fatto conoscere a fondo le varie tradizioni della nostra bellissima Italia.
Le mie radici sarde, sono sempre vissute armoniosamente e saldamente in me, compenetrate nel territorio nativo, con le sue tradizioni differenti ma affatto dissonanti: un cordone ombelicale mai tagliato insomma sia con la mia terra d’origine che con quella di adozione.
Amo l’arte, soprattutto la musica, che vivo come naturale espressione di stimoli creativi interiori che mi permettono di vedere punti e angolazioni inesplorati e mi danno una profonda emozione. Emozione che condivido e divulgo attraverso i miei lavori musicali, e mi permettono di vivere giornate ossigenate da adrenalina propositiva.
Faccio parte del gruppo Pifferi e Tamburi del nostro Carnevale storico sin dal 1982 grazie a Teresio Berri, e come lui sono diventato “ Cavajer d’le Tradissiun” e proprio con il piffero ho cominciato a comporre musiche per canzoni in dialetto.
Amo definirmi un ‘operaio musicista’ e sarebbe superfluo e soprattutto autocelebrativo riportare le mie esperienze musicali: voi, cari concittadini, di cui mi onora l’affetto totalmente reciproco, sono anni che mi conoscete e mi apprezzate.
E immensa è la mia gratitudine.